La Festa della comunità a Copiano

Quest’anno la Festa della Vita di Copiano ha mostrato il suo volto più autentico. Le fondamenta non si toccano: la tradizionale ricca pesca di beneficienza sapientemente gestita da Nadia, Michela e Debora, il pranzo sotto il portico preparato da Piero, Sergio e Davide che ha alimentato quasi 200 persone, i balli e i giochi dei bambini e delle mamme.

La Festa della Vita iniziava Sabato 30 Settembre. Un gruppetto di affezionati partecipava all’intrattenimento musicale proposto dal nostro Andrea Negri che dava l’opportunità alle nostre ragazze di esibirsi in alcune prestazioni canore.

Il clou dell’evento era però riservato alla domenica 1 Ottobre, iniziata con la Santa Messa nella parrocchia, dove l’intera comunità cristiana di Copiano ha accompagnato tre nostre ragazze a ricevere il Sacramento del Battesimo e della Prima Santa Comunione.

Ed è proprio lì nel volto di queste ragazze che si rispecchiava l’autentica immagine della Casa. Queste ragazze hanno maturato sin da piccole il desiderio di accostarsi ai Sacramenti, ma per motivi personali non sono mai riuscite a concretizzarlo. Durante gli anni di attesa hanno percorso un cammino di “catecumenato” denso di ascolto di catechesi, di partecipazione a celebrazioni, di preghiere sia individuali che in gruppo, di campi scuola e grest estivi.

La Casa ha sempre cercato l’interesse della persona in senso integrale, curando oltre il corpo anche lo spirito, perché è consapevole che lo spirito e la fede permettono di affrontare le intemperie della vita con sapienza e in modo costruttivo. Il tentativo della Casa è di dare ai bambini e alle mamme tutti gli strumenti per cavarsela bene nella vita, per ribaltare la loro storia, per dare un senso alle loro, a volte, estreme difficoltà. Una famiglia, un lavoro e una casa sono essenziali per cercare di riscattarsi, ma senza la fede è tutto più difficile, più ansioso, più faticoso e a volte frustrante. La fede invece è lo strumento per eccellenza, “spada affilata” per affrontare ogni sorta di ostacolo. Questo in sostanza il messaggio e il volto della Casa che anche oggi appare in questa bella giornata di festa.

Ma questo non è tutto. La meraviglia di questa festa annuale si rispecchia anche nel viso delle famiglie affidatarie presenti e dei loro bambini, oltre che delle donne che un tempo erano bambine ospiti della Casa e che ora diventate mamme conferiscono a tutti noi educatori e operatori nuova speranza. Nel vedere queste famiglie il cuore di tutti noi si rinvigorisce e le difficoltà del momento presente sembrano come allontanarsi. Questi ritorni sono motivo di grande gioia e ci permettono di guardare i nostri bambini di oggi con ottimismo, come dire: “se il risultato dei nostri sforzi è questo, allora ne vale veramente la pena, vale la pena soffrire, arrabbiarsi, accettare le sfide e i fallimenti”.

La Casa è nel volto dei nostri bambini e delle nostre mamme.

Con questi sentimenti nel cuore la giornata si è svolta nella reciproca cordialità e allegria. Il pranzo sotto il portico è stato apprezzato da tutti. La pesca i balli e i giochi (trampoli, corsa coi cerchioni delle biciclette e con gli sci di legno) hanno divertito i partecipanti e tutto si è concluso con il tradizionale lancio dei palloncini colorati che hanno colorato il cielo per ricordarci ancora una volta che tutto è dono che viene dall’Alto come intendeva don Leo quando diceva che “è un bel cielo la Casa di Accoglienza”.

Luca Tentori

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