Il ricordo del Vicario

Riportiamo di seguito le parole di Don Michele Mosa al funerale di Don Leo.

Se fosse un addio sarebbe tutto più facile: potrei parlare di te. Ricordare la tua bontà, la tua cordialità, la tua amicizia… “Ai tuoi fedeli – ci ricorda la liturgia – la vita non è tolta ma trasformata”.
È un solo un arrivederci, triste e segnato dalle lacrime e da un insopprimibile groppo alla gola, ma è pur sempre e soltanto un arrivederci. E questo rende tutto più difficile perché non posso parlare di te (del resto non vorresti) ma voglio ancora una volta parlare con te. Voglio, come abbiamo fatto tante volte in questi anni, condividere ancora una volta la nostra fede con le parole di Giovanni: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. lo vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via” (Gv. 14, 1-4).
Il fondamento, la ragione profonda del nostro essere sacerdote: lasciarsi sedurre dal Dio della vita e annunciarlo a tutti. Con le parole. Con i fatti. Con il cuore. Con il sorriso.
Grazie, don Leo per tutto questo.
Anzi, grazie al Signore che ti ha donato a me e a tutti noi sacerdoti, perché nessuno di noi ti sentiva estraneo o lontano.
Grazie perché attraverso di te, in te ho scoperto che il Vangelo non è una parola scritta.
O letta.
E neppure solo predicata.
Il Vangelo era, è la tua vita e la tua vita irradiava Vangelo.
Perché il Vangelo è gioia e la tua vita era, è gioia.
Gioia di vivere. “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.
Il Vangelo che si incarna e genera sempre nuovi cristiani.
Grazie Signore, anche a nome di don Leo.

Un ultimo grazie, Signore: mi hai fatto conoscere un santo. Forse non salirà mai agli onori degli altari, ma d’ora in poi quando sentirò parlare di santi anonimi, quando celebrerò la Festa di Tutti i Santi avrò davanti ai miei occhi e nel mio cuore il volto e il sorriso di don Leo. E anch’io posso dire: ho conosciuto un santo. Ho avuto un santo per amico.

Con il grazie una preghiera: non ti chiedo nuove vocazioni sacerdotali, ti chiedo invece per noi sacerdoti la stessa profondità di fede, lo stesso entusiasmo, la stessa capacità di seminare gioia che fu di don Leo quand’era fra noi.

Ciao, don Leo.

Don Michele Mosa

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