
È la villa originariamente appartenuta al farmacista Dott. Attilio Vigo e successivamente lasciata in eredità alla Diocesi di Pavia.
Alla fine degli anni ’70 diverse ragazze si rivolsero a don Leo chiedendogli aiuto per affrontare una gravidanza inattesa, non accettata dai loro genitori, i quali facevano forti pressioni sulle ragazze stesse costringendole ad abortire.
“Se solo avessi un posto ove poterle accogliere…” si disse più volte don Leo…
Essendosi proprio in quel periodo resa disponibile la villa del Dott. Vigo dopo la morte degli usufruttuari Maria Galvi (+ 25.12.1974) e Angelo Rognoni (+ 23.07.1978), Don Leo si rivolse al vescovo di Pavia Mons. Antonio Giuseppe Angioni chiedendo di poterla utilizzare per accogliere ragazze madri.
Dopo essere apparso inizialmente restìo davanti a tale richiesta, Mons. Angioni sorprese tutti annunciando l’apertura della Casa di Accoglienza in occasione della veglia diocesana per la prima Giornata Nazionale per la Vita, la cui celebrazione – per una coincidenza quantomeno suggestiva – cadeva proprio domenica 4 febbraio 1979, giorno dell’anniversario della morte del Dott. Vigo.
Fu così che pochi mesi più tardi, sabato 12 maggio 1979, con l’arrivo della prima mamma, Anna, e di suo figlio Gianluca, ebbe inizio l’attività della Casa di Accoglienza alla Vita di Belgioioso.
Per organizzare la gestione della Casa, quella stessa sera alla Casa di Accoglienza si riunirono don Leo, Giovanna Vitali (che da quel giorno assunse la direzione della Casa e che la porta avanti tuttora) ed alcuni volontari del Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la Vita di Pavia, tra i quali spicca la figura di un altro santo per la Vita, il Servo di Dio Dott. Giancarlo Bertolotti, ginecologo.

Nella prima metà degli anni ‘90 don Leo volle intitolare la villa alla memoria della beata (all’epoca non ancora proclamata santa) Gianna Beretta Molla, ribattezzandola “Villa Gianna”.
Attualmente Villa Gianna è una comunità educativa per gestanti e mamme con bambini.
Può accogliere fino a 10 mamme con i rispettivi bambini.
UNA CASA PER CANTARE L’AMORE DI DIO
Intervento di don Leo al Convegno MPV di Bellaria 1997
All’amico che mi chiedeva di parlare qui in questa Assemblea delle Case di Accoglienza rispondevo semplicemente… sì…
ma per metterci insieme a far crescere una testimonianza limpida e gioiosa di vita…
una testimonianza che esprima segni e orientamenti carichi di speranza.
Nel primo Convegno nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita a Genova 1981 Mons. Gaggero mi chiedeva di far conoscere le idee che nel 1979 ci avevano portati alla Casa.
Allora c’era una buona carica di entusiasmo…
…oggi che siamo arrivati alla maggiore età (il 12 Maggio abbiamo compiuto i 18 anni) Vi assicuro che l’entusiasmo è cresciuto… e di tanto!
Solo che sta dentro in un’atmosfera di maggiore concretezza perché purificato dai “costi”, dai “sacrifici” delle persone che si donano nel servizio alla vita.
… e a me, ai responsabili e ai volontari vado ripetendo che le idee e poi le realizzazioni valgono non per quello che rendono ma per quello che costano.
La Casa di Accoglienza alla Vita nasce:
° come gesto di condivisione in difesa della vita
° come risposta alla legge d’aborto e diventa segno tangibile dell’amore che Dio ha per la vita.
° come risposta della Chiesa a questo nostro tempo che perdendo il senso di Dio perde anche la stima della vita umana.
Il motivo più forte, quello che sta dentro di noi… l’ha tirato fuori il Papa:
“Il creatore ha affidato la vita dell’uomo alla sua responsabile sollecitudine, non perché ne disponga in modo arbitrario ma perché la custodisca con saggezza e la amministri con amorevole fedeltà.” (Ev. Vitae n° 76)
Una Casa di Accoglienza può nascere così nell’uomo che:
accoglie la vita
la custodisce con saggezza
la amministra con amorevole fedeltà.
…
e quando nasce così, diventa segno – testimonianza.
Nessuno di noi pensa di costruire delle cattedrali: le case di accoglienza alla vita, lo sappiamo bene, sono gesti limitati di fronte alle drammaticità del problema dell’aborto, ma sono segni pieni di speranza.
Può essere che in queste realtà delle Case di Accoglienza, un domani si avverta anche una bella lucidità, una bella efficienza nell’affrontare e risolvere i vari problemi…
È certo che oggi c’è un accento di vita, una condivisione, un modo di affrontare il quotidiano che va al di là dell’esperienza, della capacità professionale, del magnetismo di chi conduce:
c’è l’uomo che risponde all’attesa dell’uomo con la sua profonda consapevolezza, con la sua generosa e gioiosa disponibilità;
c’è l’uomo che ha chiare le motivazioni del suo servizio all’interno della Casa: “ogni vita umana è sempre uno splendido dono di Dio e un diritto sacro e inviolabile di tutti gli uomini.” (Evangelizzazione e cultura della vita umana, n° 1)
c’è l’uomo che sa che la responsabilità di fronte alla vita umana e ai molti problemi che essa pone grava su tutti e su ciascuno” (Evangelizzazione e cultura della vita umana, n° 54)
“Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo.”
La Casa di Accoglienza alla Vita è un segno, è una testimonianza di vita quando al suo interno e accanto a persone così… convinte “pienamente consapevoli di quanto decisivo sia il Vangelo della Vita per il bene della persona.”
“Essere a servizio della vita non è per noi un vanto, ma un dovere” è la sacrosanta sottolineatura dell’Ev. Vitae n° 79.
“Le strutture e i luoghi di servizio alla vita hanno bisogno di essere aiutati da persone generosamente disponibili e profondamente consapevoli del valore della vita.” (Ev. Vitae, n° 89)
Mesero, 09 febbraio 2004
Carissimo Don Leo,
grazie per aver dedicato la sua vita a difendere la vita, in modo particolare quella dei più piccoli fra i piccoli e dei più bisognosi, rasserenati e allietati dal suo sorriso tanto dolce e accogliente.
Grazie per il bene che ha voluto alla nostra Gianna, e per averle dedicato la Casa di Accoglienza alla Vita per ragazze madri e bimbi in affido.
Grazie per il bene incommensurabile che ha fatto, nella sua umiltà, e che solo il Signore conosce fino in fondo.
Grazie per il bene che ci ha voluto, per quanto ci ha insegnato con la sua vita e la sua testimonianza.
Con Gianna la pensiamo ora nella gloria del Paradiso, Angeli custodi che vegliano su di noi,
ci guidano e ci proteggono.
Carissimo Don Leo, sarà sempre nel nostro cuore.
Preghi per noi!
Pietro e Gianna Emanuela Molla