Tappa 5 – Belgioioso – Casa di Accoglienza alla Vita

La Casa di Accoglienza alla Vita di Belgioioso è situata all’interno di un ampio giardino con una superficie complessiva di circa 6000 mq., al cui interno sorge la villa fatta costruire a partire del 1954 dal farmacista di Belgioioso Dott. Attilio Vigo (Borghetto Lodigiano, 20 dicembre 1887 – Belgioioso, 04 febbraio 1962) “su un terreno che la proprietaria Donna Giulia Melzi D’Eril gli vendette tramite la mediazione del prevosto don Ramaioli, con la sottintesa clausola che alla morte del proprietario venisse adibita per opere assistenziali” (“Il San Michele – Giornale della Comunità Parrocchiale di Belgioioso”, n° 3, marzo 1979).

Oltre alla villa, all’interno del giardino sorgono alcuni edifici, tra cui: una cappellina, l’abitazione ove Don Leo trascorse i suoi ultimi anni di vita e morì l’8 febbraio 2004, il “Salone don Leo” costruito ed inaugurato dopo la sua morte.

All’esterno del muro di recinzione del cortile, dal lato di Via Donna Anna, è presente un ciclo di pannelli sul tema dei Messaggi per la Giornata della Vita (iniziato da don Leo e portato avanti da Don Antonio Vitali).

 

Scritto di don Leo (1979)

 IN DIFESA DELLA VITA

La Vita è un dono, un dono misterioso e stupendo di Dio, è scritto nel primo libro della Bibbia: “Dio creò l’uomo a sua immagine a immagine di Dio lo creò”. La vita è un dono divino, l’autore dei Salmi, sempre nella Bibbia si meraviglia per la vita che Dio gli ha dato e si esprime così: “ti lodo o Signore perché mi hai fatto come un prodigio (sono stupende le tue opere ma tu mi conosci fino in fondo)”.
Un prodigio: gli occhi che vedono l’azzurro del cielo, il cuore che ama, l’intelligenza che capisce, il gesto che saluta. Un prodigio….
Il salmo chiama vita questa realtà immediata; alla vita siamo stati chiamati non solo come esseri intelligenti, liberi… ma come persone complete, in carne ed ossa, con questa nostra esperienza terrena e fisica. Dice ancora il salmista: “sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre, non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto”.
La Parola di Dio ci apre la strada per una riflessione serena e seria su questo dono palpabile che è la vita.
Un dono di Dio che esige precise responsabilità: c’è da rispettare la vita; c’è da sviluppare la vita; c’è da difendere la vita. E la vita va difesa, fratelli, dalla oppressione sull’uomo, dalla violenza contro l’uomo, ed è violenza la dittatura, la tortura; è violenza l’ingiustizia, il sequestro; è violenza la guerra. La chiesa chiama tutte queste forme di violenza “vergognose”, ed è violenza vergognosa l’aborto.
Celebrare la Giornata per la Vita nell’anno internazionale della famiglia è l’occasione giusta per scoprire il legame profondo che unisce tra loro la vita e la famiglia. Infatti la famiglia è il luogo naturale in cui nasce, cresce, matura e si spegne la vita. La famiglia è tempio della vita. Naturalmente la famiglia è aperta alla vita, il figlio non è qualcosa che si aggiunge dall’esterno all’amore degli sposi, ma è creatura che sboccia dal loro mutuo dono.
Fino a qualche anno fa certi valori riguardanti la famiglia erano condivisi da tutti. Valori condivisi da tutti fino a ieri!
La famiglia nasce dal matrimonio e non dalla convivenza.
Il matrimonio dura nel tempo fino alla conclusione della vita.
Il figlio è accolto dagli sposi come frutto desiderato e non come un peso… un disturbo.
Oggi questi valori sono contestati, negati.
Nessuno mai ti guarda nella vita con l’amore incondizionato, con l’ammirazione, con la fiducia illimitata con cui ti guarda il tuo bambino. Nessuno mai si affida a te con più fiducia, nessuno mai ti prende la mano con più tenerezza, nessuno mai ti consola con tanta dolcezza….. ma ora il bimbo ti manca.

Villa Gianna

Cappellina

Casa Don Leo

Salone Don Leo

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