Don Leo vi fece ingresso come parroco sabato 01 giugno 1974 e vi rimase per venti anni, fino al 1994.
In questa chiesa martedì 10 febbraio 2004, alla presenza di circa 60 sacerdoti confratelli e di una grandissima folla, furono celebrate le esequie di don Leo, presiedute dal Vescovo emerito di Pavia Mons. Giovanni Giudici, coadiuvato dal vescovo emerito Mons. Giovanni Volta.
Nell’anno 2024, in occasione del 50° anniversario della nomina di Don Leo a parroco di Belgioioso, la Parrocchia ha realizzato ed esposto un ciclo di 10 pannelli raffiguranti l’opera svolta da Don Leo durante i vent anni di ministero a Belgioioso. Conclusosi l’anno, i pannelli sono stati trasferiti presso la Casa di Accoglienza, ove si trovano tuttora.

“Caro don Leo,
[…] Da giovane seminarista eri già un pioniere nell’educazione dei ragazzi in Collegio Sant’Agostino. Sembrava la tua strada stare con la gioventù. Forse anche tu allora lo avevi pensato. Ma Lassù era scritto diversamente. Poi Binasco, con la tua predilezione di sempre, l’oratorio. Poi parroco a Copiano. E nel piccolo paese hai coltivato le vocazioni e un prete sei riuscito a donarlo alla Chiesa pavese. Intanto sulla tua strada si intrecciavano i fili del Dio Provvidenza. Un giorno i Superiori ti chiamarono per affidarti Belgioioso. Forse la proposta ti sconcertò, ti inquietò. Ma per te si preparavano sentieri nuovi e orizzonti più vasti. Quella volta il Vescovo aveva visto bene.
Tornasti a casa, al tuo paese, al nostro paese. […] Noi talvolta si chiacchierava, ma tu ti appartavi e pregavi più di noi. Avevi una marcia in più. Guardando la tua chiesa nacque in te il desiderio di renderla più bella. Il pavimento in marmo, le panche nuove, i primi restauri ai quattro evangelisti nel catino dell’abside sono state tue felici realizzazioni.
Aveva iniziato il tuo predecessore, l’indimenticabile Don Clerici con opere di grande mole, le cappelle laterali. Hai continuato tu e con un grande sforzo finanziario ha terminato i restauri il tuo successore Don Gabriele. Un trittico di nomi da incorniciare.
Ma il progetto di Dio per te non era ancora terminato. Il Signore da te voleva qualcosa in più, esigeva ancora uno sforzo per un ideale così alto e così bello che veniva a confinare con la tua anima irrorata di innocenza e di candore, “La Casa di Accoglienza alla Vita”. E tu seguisti il progetto di Dio impegnandoti in prima persona con tutte le tue energie.
Ti si presentava l’ultimo segmento della tua vita nel concretizzare il Vangelo nel vivo della realtà di oggi, salvare vite umane, creare una comunità per mamme e bambini fondata sul valore della difesa della vita. Dio ti aveva aspettato e tu non lo hai deluso. Con l’aiuto di molti che hanno accolto il tuo stesso ideale tu hai organizzato e razionalizzato tutto un lavoro nuovo, hai ampliato la Casa, l’hai dotata di altre strutture, hai chiesto aiuto alla Provvidenza e alle Istituzioni, ma anche tu stesso e la tua famiglia vi siete privati di beni per rendere più agevole il lavoro che si ampliava e si dilatava sempre più.
Alla fine (come sembra strana la filosofia di Dio…) hai anche dovuto soffrire per anni e molto, prima di essere accolto in paradiso, in Via degli Angeli. La tua “Casa” aveva bisogno anche della tua sofferenza.”
Don Guido Migliavacca